venerdì 16 marzo 2018

IL SAPERE NON E' CONOSCENZA






          Rimettendo a posto  (cercando di farlo, ma son sol qual Sisifo) qualche migliaia ormai di libri nella mia franta libreria, che nei miei giovanili sogni immaginavo qual biblioteca con un proprio ordine suo, mi stan fra le mani capitando libri del tutto dimenticati, o quasi, che sono andato per sfogliare ritenendoli intonsi, e invece... non solo son ben tonsi, ma pur super glossati.

          Eppur, mi rendo conto, la mia memoria ha da tempo accantonato quei tali contenuti di un testo, che evidentemente non può servire alla mia economia esperienziale.

          E quindi? Ho solo perso inutilmente soldi e tempo appresso a cose, che nelle miriadi di atti presenti, erano oggetti estranei e lontani - nel tempo e nello spazio - da un me, bisognoso di informazioni aderenti a un mio presente?

          Cosa è insomma di cui ho veramente bisogno? Di essere sommerso da eruditivi  pensieri altrui, o stare emerso sopra tanta troppa per me inutile cultura? Cultura che del resto non mi fa neanche più così dotto come un Pico, ma ignorante come una capra (ma sarà davvero così, poi?) e quindi anche da limitata memoria: "non ricordare è non sapere!"  
  
          Qualcuno così ha detto, e forse forse una qualche ragione penso debba averla.

          Io sono del resto nato Pantologo, che posso farci? E se non sono dotato di memoria acrobatica, riesco con mille acrobazie qualcosa a ricordare, con quella che la Psicologia definisce memoria associativa. Ma mi è sempre risultata un palliativo.

          Insomma, ora veramente, stando ormai sulla discesa della mia esistenza, sull'orlo della ignota buca nera, che dal suo mortale (o vitale?) microcosmo questo mio cenere a un macrocosmo, e in esso confuso, me conduce, eccomi invocare - da un me stesso IO fatto  DIO - un ritorno al semplice e sobrio essere, prima che esistere.

          Ora non resta altro da fare che lasciar che questo tal pensiero in me metta radici, e con futura chioma sua ogni frutto ovunque nel Cosmo manifesti.