domenica 26 luglio 2015

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO (?!)



LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO (?!)
da Inviata Paola Leoncini   (iperspazi )


         Libera Chiesa in libero Stato”. Così, circa un paio di secoli fa, un grande statista italiano aveva stabilito, riferendosi ai rapporti fra la nostra nazione e la piccola ma potente enclave vaticanense: ognuna delle due istituzioni avrebbe vissuto indipendentemente, con le proprie regole, senza interferire nei rispettivi ambiti ma, nello stesso tempo mantenendo buoni contatti e buoni rapporti fra loro.
          Non è andata esattamente in questo modo.

          Nel corso degli anni, bene o male, con alti e bassi, lo Stato Italiano ha proceduto nella sua costruzione e costituzione passando da monarchia a repubblica, assumendo così un aspetto più moderno e più vicino a quello di altri Paesi europei e del mondo, con l'avvicendarsi di presidenti che rimanevano, - e ancora rimangono - in carica solo per un certo numero di anni, indipendentemente dall'età anagrafica.

          La Chiesa no. La Chiesa ha mantenuto la sua struttura monarchica, quasi imperiale, con un capo, il Pontefice, eletto dagli "eletti", ovvero gli uomini del Clero, rimanendo sul suo trono fino alla morte o, in alcuni casi, uscendo di scena anzi tempo per motivi spesso personali.
Fin qui non ci sarebbe nulla di strano. Sul pianeta esistono ancora Stati retti da monarchie, il cui sovrano resta al suo posto fino al passaggio a miglior vita, ma la Chiesa ha sue regole ed un suo statuto davvero particolari. E comunque non è questo il punto.

          Lo Stato Vaticano è all'interno del nostro territorio e fa sentire la sua presenza in modalità, talvolta non molto silenziosa e discreta. Ha influito ed influisce su alcune scelte che lo Stato Italiano ha proposto al suo popolo, scelte che, in certi casi, hanno toccato tematiche delicate e critiche sulle quali gli Italiani avrebbero avuto bisogno di riflettere con calma e attenzione senza subire l'influenza di sentimenti che alterano il raziocinio.

          La Chiesa amministra la religione, che in Italia è quella Cristiana Cattolica la quale, va in ogni caso detto, è fra quelle, seguite al mondo, meno impositive, che lascia al suo popolo la libertà di praticarla o meno, e di praticarla con personale intensità ed impegno. In altre poche, semplici parole, i Cristiani Cattolici sono liberi di recarsi nei loro luoghi di culto se e quando vogliono, benché ci siano regole che invitano i seguaci di questa religione ad andarci nei giorni di festività decise da un calendario redatto in base a date antiche che risalgono agli albori del Cristianesimo.

          Grazie a nostri favolosi artisti ed architetti, l'Italia può vantare fra i templi religiosi più belli del pianeta, che ogni anno attraggono milioni di turisti, anche professantisi atei, i quali entrano nelle nostre chiese rimanendo incantati dall'arte con cui sono state edificate, che credano in Dio, o in un dio, oppure no. E qui sta il punto.

          La pratica religiosa esige il sentimento della fede che porta un individuo a credere con fervore a qualcosa che non si vede e che si deve accettare per principio, senza porsi domande. C'è chi ci riesce senza fatica e c'è invece chi viene saltuariamente assalito da dubbi. E fra chi ha fede c'è chi la tiene per sé e chi, al contrario, cerca di imporla al suo prossimo senza chiedergli nemmeno se sia interessato alla cosa. E quando ciò avviene, la fede trasforma un culto religioso in violenza giungendo a impedire ai comuni mortali di compiere azioni normali e pacifiche come la semplice espressione di sensazioni e sentimenti, accusando questi ultimi di disturbare, se non addirittura di andar contro l'attività ecclesiastica.

     <Un gruppo di amici che decide di esprimersi con voce e strumenti musicali viene allontanato da un locale vicino ad una chiesa con l'imputazione di interferire nel corso del rito di una messa, corredata di coro le cui voci escono dal tempio invadendo anche la piazza antistante e coprendo completamente le voci delicate del gruppo di amici che, nel frattempo, proprio per non disturbare hanno deliberato di continuare la loro performance all'aperto, in una stradina adiacente alla chiesa. Adiacente, non di proprietà della chiesa.

          E il lato spiacevole del fatto non proviene dall'intervento di un esponente del Clero, che ha cacciato gli "empi" dal tempio, bensì da un laico, una persona che non indossa l'abito talare ma si è ugualmente arrogata il diritto di mandar via i simpatici improvvisati musicanti. Nessuno aveva autorizzato la persona ad agire in quel modo, ma lei ha agito senza preoccuparsi di usare il minimo sindacale di educazione.>

         “La religione può diventare violenza, la fede può uccidere poiché azzera la ragione.”

          Un sacerdote conosciuto molto tempo fa esordì con una dichiarazione che mi stupì piacevolmente. All'epoca, l'Europa era ancora divisa dal Muro di Berlino e dalla Cortina di Ferro e si sapeva che oltre il Muro e la Cortina, Dio era stato cancellato dal materialismo comunista, ma lui se ne uscì con queste parole: "soffocare il sentimento religioso è cosa gravissima, ma imporlo è ancora più grave!". Dette da un prete fanno effetto.



sabato 27 giugno 2015

ANZIO E IL SUO MARE SI RIVELANO



 ANZIO E IL SUO MARE SI RIVELANO
Fiore Leveque

L'Associazione Culturale Euterpe, e il Palio del Mare, han promosso per il Palio di Anzio 2015     l'evento <ANZIO E IL SUO MARE SI RIVELANO>.
Il 27 giugno - ore 18-20: Inaugurazione arti visive  (pittura, scultura, ceramica, oreficeria) accanto alla Sala Fides, in fondo al Vicolo dell'Arte a sn, adiacente alla Chiesa SS. Pio e Antonio.
Presenti gli organizzatori del Palio, le autorità locali. Il Poieta e Cantautore Fiore Leveque si esibirà in canti e letture poetiche.
Il Rivelismo: Corrente di pensiero a cui si riferisce il movimento della Musa Euterpe. Lo scopo è di far emergere (rivelare), attraverso la ricerca estetica condotta nell'opera, la natura più profonda dell'anima individuale e, secondo la propria sensibilità, anche quella universale.
Mostra aperta tutti i giorni dal 27 giugno al 12 luglio 2015 ore 18 - 24. Ingresso libero.

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      Come artista, e quindi collega - anche io- degli espositori, e dei soci Euterpini, sono stato fraternamente presente, ma solo per l'allestimento della mostra collettiva, avendo il piacere di fare alcune conoscenze, come il lirico Stefano Stefanelli, nonché il piacere di consolidare altre, come Yvonne Gandinì.
     Come Critico delle Arti il mio occhio, intanto che allestivamo, non poteva fare a meno di non incuriosirsi, cercando – come è il mio solito – un nesso comune tra le varie opere, dato per scontato sia l'argomento del Mare, possibilmente di Anzio (o no?), che quello del Rivelismo proposto  dall'Ass. Euterpe.
     Un nesso comune, che parte dalla voglia di ognuno di provare il senso di libertà più profondo, immergendosi nell'oceano, per l'appunto, di una più pura vita, da ritrovare finalmente in sé stessi, per esprimersi nel modo più totale possibile, staccando la spina il più possibile da annose quotidiane incombenze, che il mondo cosiddetto civile chiama doveri, e che in un modo o nell'altro comunque abbrutiscono.
     E allora, ecco, accanto ai più svariati mestieri, e professioni, nascere il diletto, puro, afinalistico, inizialmente non sentito come velleitario <far della vera e propria arte>; ma non di rado si vede tramutare in iniziale diligente applicarvisi, e poi, ancora, un ulteriore procedere fatto di ricerche, di studi,  tal da creare le premesse per minuscole accademie, ove quel che conta di più è quel tal cemento che affettivamente unisca, priva di quei vani cimenti, che spesso son propri di altre più famose e non sempre più virtuose realtà culturali.
     Ed ecco gli espositori\trici: Simona Battistella, Fiorella Chiaventi, Tammaro Cristiano, Yvonne Gandini, Giuliana Garrone, Anna Giovannetti Donatella Giovannetti, Loretta Meliffi, Silvano Ottaviani, Marina Panunzi, Antonella Pintauro, Laura Rossi, Elena Tontini.
    
     Un medico pittore, un dì, ora un pittore e medico : un'opera autobiografica anni 90 legata al dramma di traumatica morte, e un'opera attuale …. caratterizzata  l'una dal voler rappresentare in una sorta di allegoria dei fatti da narrare, letterariamente descrivibile, facendo dell'immagine il vero commento al racconto, e caratterizzata l'altra da un paesaggio marino in parte tempestoso, quasi fotografia in cui uno stormo di gabbiani va, inusitatamente, contro la corrente nuvolosa, un po' come i salmoni contro-corrente quando risalgono i fiumi: ma bisogna che si abbia questa conoscenza, una semplice nozione, privo della quale lo spettatore più difficilmente può capire quanto di allegorico voglia dire l'autore, distinguendo un discorso  più fisico e mondano, esistenziale, riguardante il primo dipinto, da un discorso più metafisico ed essenzialmente astraente, non ancora maturato a più compiuto atto di astrazione. Non sono pochi i medici pittori, e i pittori medici: fra questi è presente alla Esposizione, che tratta del <mar che si rivela> anche il Dottor Silvano Ottaviani.


     Non ho avuto modo di intrattenermi granché con alcuni altri artisti, né affatto con altri, ma da una attenta seppur rapida passeggiata sulle immagini, ribadendo quanto già detto in principio, posso senz'altro affermare che pre-domina una certa forma di forte espressività, sia in opere solo apparentemente delicate, evanescenti, come se bastasse tale attributo per velare determinati e più profondi turgori sensuali, passionali,  sia in opere decisamente più svelate, in cui una sorta di urlo espressionistico sale dal profondo di chi dipinge, ed insieme al mare, quel mare che vomita di tutto ovunque, vomitare con bei colori, comunque, tutte le pecche, e le magagne, o peccati (se vogliamo) da offrire al pubblico, rivelando, sì, ma a modo proprio, con proprie mascherine, quel che  ha da essere ejettato fuori di sé, sostanzialmente velando, ma non troppo.

     Ma un po' tutta l'arte si comporta così, spesso estrosa, come coloro che la praticano... vuoi per diletto, vuoi per professione.

     Ma dietro questo <rivelismo>, che punta sopratutto acchè la persona, come individuo, rivelando, si sveli, attraverso la cura di una estetica che non miri a mero autocompiacimento sfociante in edonismo, ma a un concreto atto ove l'etica divenga l'oggetto principe del soggetto, coinvolto direttamente o indirettamente dai vari eventi quotidiani e non, è la presenza della psicologia, quella che ha invaso ogni varia forma d'arte, sotto il termine iniziale di arte-terapia: e il duo Elvy Collura-Yvonne Gandini, operanti nel sanitario, coniugano anche loro, arte e psiche a fini terapeutici (per la salute del corpo e della mente).
   
      Ed ecco, insieme con Psyche, in simili eventi, combinarsi Musa Euterpe, musicalmente, con il suo flauto... non disdegnando chi voglia, e possa, accompagnarla con Chitarra, Mandolino, e… canto.







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Libera Associazione  <IL CLAN> – SCHOLA VITAE – Circulus Latinus Antio-Neptun – Ed –

sabato 25 aprile 2015

ARMISTIZIO CONTINUA


ARMISTIZIO CONTINUA
memento mori, quindi, 
"siate buoni, se potete!"



Anche le date si fanno la guerra,
nate per vani <memento> tu <mori>
in tal nostra storia non così umana
dove tutti bramano, in pace, la guerra
ed in guerra, forse, braman la pace,
che pace non è mai, ma un Armistizio:
Armistizio continua in Guerra eterna,
o piuttosto cainitica Faida?

E' question di diversa angolazione:
Venticinque aprile: "Liberazione!" 
(Pei Partigiani, alleati d'Alleati);
pei Repubblichini sol Tradimento:
e gli uni e gli altri - or - fan loro memento
in tal cosiddetto Tempo di Pace.
Morte livella - in sol cinere - Morti,
cui non cal' di Zombies, lor difensori.