"La guerra fa sentire vivi... Che importa poi se vai a uccidere o a farti uccidere."
Questa affermazione trova in psicologia una sua logica spiegazione, e
non trova accoglimento nell'arte: un movimento presentatosi come
antiarte appunto lo ribadisce con forza.
Ergo, non mi si parli innanzitutto di tal movimento, e simili, come
altra realtà culturale da inserire nella storia dell'arte, nei suoi
manuali, e sopratutto nei musei d'arte, ove è solo da basirsi nel vedere
mostruosità di ogni tipo accanto a qualsiasi altro tipo di arte, che
non si dichiari antiarte, senza creare un puerile e sciocco oximoro.
Alcuni hanno parlato e scritto di una Arte della guerra: errato! La si
chiami Tecnica della guerra (con relativi metodi), onde evitare di confondere la lana con la
seta.

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