STRILLI E BUSSE
Pur chiamando
la loro scuola ludus, cioè giuoco, i ludi magistri, o maestri
elementari, non erano affatto alieni dall'adottare metodi militareschi nei
confronti dei loro alunni, a cui infliggevano punizioni corporali oggi
inconcepibili.
Molte le
testimonianze: dal dipinto crudamente realistico della scuola di Ercolano all’attributo
di <plagosus> (corrivo alle busse) dato da Orazio al suo maestro Orbilio
Pupillo, del quale un altro scrittore, Domizio Marso, scrisse: <Si quos
Orbilius ferula scuticaque cecidit> (Se mai Orbilio percosse alcuni con la
verga e con la sferza di cuoio).
Ed anche
Marziale ci parla di maestri scorbutici che insegnavano a furia di strilli e di
busse:
MARZIALE
Epigrammata:IX, 68
Quid tibi nobiscum est, ludi scelerate magister,
invisum pueris virginibusque caput?
Nondum cristati rupere silentia galli:
murmure iam saevo verberibusque tonas.
Tam grave percussis incudibus aera resultant,
causidicum medio cum faber aptat equo;
mitior in magno clamor furit anphitheatro,
vincenti parmae cum sua turba favet.
Vicini somnum non tota nocte rogamus:
nam vigilare leve est, pervigilare grave est.
Discipulos dimitte tuos. Vis, garrule, quantum
accipis ut clames, accipere ut taceas?
O Maestro di
scuola esecrato,
odioso a
scolari e scolare,
perché ho da
soffrire per te?
Ecco: il gallo
neppure ha cantato
E cominci a
strillare e a frustre
Ed a rompere i
timpani a me.
Non fa il
fabbro altrettanto rumore
Quando batte il
metallo sonoro
Sull’incudine
col suo martello,
e men alto s’innalza
il clamore
dalla folla del
Circo che in coro
plaude al
vittorioso in duello.
Noi vicini
accampiamo il diritto
di dormire un
pochino: vegliare
si può, ma non
tutta la notte.
Su, licenzia
gli alunni, e sta’ zitto!
Vuoi, per fare
silenzio, intascare
Quel che prendi
a gridare e a dar botte?
(Tradizione di
A. Gabrielli; UTET, Torino, 1957)

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