sabato 4 agosto 2018

LUDI MAGISTRI




                                                               STRILLI E BUSSE



Pur chiamando la loro scuola ludus, cioè giuoco, i ludi magistri, o maestri elementari, non erano affatto alieni dall'adottare metodi militareschi nei confronti dei loro alunni, a cui infliggevano punizioni corporali oggi inconcepibili.
Molte le testimonianze: dal dipinto crudamente realistico della scuola di Ercolano all’attributo di <plagosus> (corrivo alle busse) dato da Orazio al suo maestro Orbilio Pupillo, del quale un altro scrittore, Domizio Marso, scrisse: <Si quos Orbilius ferula scuticaque cecidit> (Se mai Orbilio percosse alcuni con la verga e con la sferza di cuoio).
Ed anche Marziale ci parla di maestri scorbutici che insegnavano a furia di strilli e di busse:

MARZIALE

Epigrammata:IX, 68

Quid tibi nobiscum est, ludi scelerate magister,
invisum pueris virginibusque caput?
Nondum cristati rupere silentia galli:
murmure iam saevo verberibusque tonas.
Tam grave percussis incudibus aera resultant,
causidicum medio cum faber aptat equo;
mitior in magno clamor furit anphitheatro,
vincenti parmae cum sua turba favet.
Vicini somnum non tota nocte rogamus:
nam vigilare leve est, pervigilare grave est.
Discipulos dimitte tuos. Vis, garrule, quantum
accipis ut clames, accipere ut taceas?


O Maestro di scuola esecrato,
odioso a scolari e scolare,
perché ho da soffrire per te?
Ecco: il gallo neppure ha cantato
E cominci a strillare e a frustre
Ed a rompere i timpani a me.
Non fa il fabbro altrettanto rumore
Quando batte il metallo sonoro
Sull’incudine col suo martello,
e men alto s’innalza il clamore
dalla folla del Circo che in coro
plaude al vittorioso in duello.
Noi vicini accampiamo il diritto
di dormire un pochino: vegliare
si può, ma non tutta la notte.
Su, licenzia gli alunni, e sta’ zitto!
Vuoi, per fare silenzio, intascare
Quel che prendi a gridare e a dar botte?
(Tradizione di A. Gabrielli; UTET, Torino, 1957)

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