Al
mio giovane amico (in) Masca
Savino
Mauro, su Carro di Tespi
…
non so perchè - perdonami! –
mi
fa venir da ridere tal posata
-
non molto ri-posata - imago.
Imago
in perlacea diffusa luce
ove
qual in vacuità pare aleggiare,
nonchè
galleggiare: in margarita.
Actor
su mondano, ed antico
carrozzone,
con braccia conserte,
com
d’uopo sia in borghesia,
da
interpretare, qual simbolo
primier
di sua mental chiusura,
ma
non da chi ne li occhi guata.
Mentre
una man, quella sinistra,
sé
nasconde, quasi arto monco sia,
ma
con cronometro - a mo’ d’Osho’ -
la
dritta appare digito sinuosa
con
affusolata grazia di artista,
al
grafein aduso, e forse pianista.
E
cotal sgargiante cardinalizio al collo
Cappio
di santo color cremisi, ahi!,
su
immacolato camice, e rigido solino,
con
gesuitico ed oscuro vestimento,
il
tutto sormontato da un serioso
labbro
che ride-piange- e ti fa “Masca”.
Fiore
Lévèque
Anzio,
26 maggio 2021

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