venerdì 16 dicembre 2022

EPIFANICO KWASHIORKOR




Ninna-nanna della Befana (canto)
(musica e testo di Fiore Leveque, anno 1998)

 


                                                        “I miei bimbi dormono.” E' nato Gesù.

Passa fiabesco dall'alto uno sguardo,

va – in silenzio – e socchiude una porta,

un fiotto di luce dirompe  nell'ombra.

 

Spia –dolce– i figli, che stann’a dormire,

vede poi oltre la porta del mondo

che tutti nel sonno – uomini e donne -

sognan lo stesso (siam sempre bambini):

 

  “Nella notte buia buia,

 la Befana viene viene

da lontano giunge giunge,

 dall'Oriente lenta lenta

  E' a cavallo, scura scura,

sulla gobba alta alta

di una stella bianca bianca,

dalla coda lunga lunga

  Ha la gerla piena piena

di balocchi belli belli

di dolciumi buoni buoni

e... carboni dolci dolci

  Sopra i tetti, lieve lieve,

 la Vecchina trotta trotta

dai comignoli entra entra

 nelle case fin giù giù

  E la calza grande grande

 al camino stesa stesa

pel bambin piccin piccino

 si riempie tanto tanto

  Traboccante amore amore,

la nonnina fa ciao ciao

alla mamma brava brava,

 al papà ch'è buono buono

  Pel camino, fin su su,

 sale all'aria fredda fredda

nello scialle caldo caldo

s'imbacucca curva curva

  La cometa freme freme

di portar con sé, su sé

l'Epifania vera vera

 di  Gesù ch'è luce luce.”

 

“I tuoi bimbi dormono”. Arriva Gesù.

S'apre poi l'Alba del Primo dell'Anno,

immensa carezza sfiora la terra;

tu padre nel letto ritorni alla donna.

 

Una dolce carezza attende sul capo:

e tu, padre, con te, madre a tutti,

d'ogni alma al mondo, dona a chi sogna

Speranza, e insieme, tu doni epifanica (luce.*



     12 giorni dopo il Natale del Bambino Gesù, Solstizio d'Inverno, la cattolica Festa prosegue il 6 gennaio, giorno in cui si celebra la Manifestazione della divina Luce, con l'arrivo dei Magi dall'Oriente, rappresentata da una tradizionale vecchina, che porta doni, strenae, ai bambini buoni, e carbone (dolce, ma a volte anche carbone vero), ai bambini un po' meno buoni, chiamata <Befana>.
     
     In queste Feste Natalizie, dal 19 dicembre 2022 all'8 gennaio 2023, a Forte Sangallo di Nettuno, è allestita una Mostra collettiva sul Natale, e Solstizio d'Inverno, da Città Insieme, durante la quale vari eventi culturali riempiranno gli antichi spazi. 

     Anche io intratterrò chi sarà intervenuto, sul Canto presepiale della Tradizione napoletana, sopratutto di Santo Alfonso Maria de' Liguori, il giorno 4 gennaio 2023 ore 1600. 

                                                                                                                                Fiore Leveque

KWASHIORKOR - a Forte Sangallo (18 dicembre 2022 - 8 gennaio 2023)

                        KWASHIORKOR (o l’Oximoro della Vita)

(da lingua GA del Ghana: Malnutrizione. Malattia del bimbo staccato dal seno)

                                                             Acr|tela - 50\60 cm


Al centro di tutto, ignorato o meno, è il bimbo, negro, e con la pancia gonfia,

Ch'è fuori, nel buio della Gran Notte, la cui ombra sta appiattita sul vetro

Di una finestra a spiar, dentro, chi mangia, anche il bimbo bianco con pancia gonfia,

Entrambi ignari d'un grande oximoro, che passa di continuo come norma,

E cioè la Vita, col suo Bene e Male, in questa grama esistenza illusoria.

 

La Gran Notte, baluginante, ovunque, Fuochi astrali, sopra noi, e Fuochi fatui,

In mezzo a noi, son continue minacce, che, quale Malìa, affascinanti stanno,

A bramar d'amar, non senza morire, e di guerreggiare a pro della vita,

Ignoranti di cristico messaggio <Non opporti al male con altro male!>

Tradito, ancor oggi, dai vari Giuda, e da quel Pietro, al suo canto del gallo.

 

Spicca su antico presepio la scritta  <Gloria a Dio ne l'alto dei Celi, e Pace

In terra all'Uom di buona Volontà!> Volontà che non è quella d'<Un’ Dio>,

Ma di tanti pagani dèi illusori, che maschere pongon su Volti vacui,

E angeliche ali posticce sui Vizi, lì, a cattolica tavola imbandita,

Accanto ad un presepe spirituale, con nuovo Bambin Gesù negro in culla.

 

A che serve un presepio, ed altri riti, se mentre si parla, invano, di pace

Il dio Marte non cessa di star lì, sempre pronto lui a sfidare la Morte,

Per difendere eroicamente Domus, Patria, e Famiglia, per soldi e potere,

E leciti piaceri della carne? Cacano bombe su neo Filistei

Questi neo nazi giudei d'Israele, Gemell'eterozigote degli USA.

 

A che serve un cattolico presepio, ch'è nato senza alcun secondo fine,

Se non per far rinascere Speranza, fra tanti infanti senza alcuna guida,

E fra troppi adulti, che nell'Oblio la propria infanzia gettano, e Innocenza?

Avvocato, non più d'esta Giustizia, che ogni dì briga con il Farfariello,

Ecco inventore d’’o Presebbio Alfonso, Avvocato con Maria e Gesù Bambino.

 

Nobile, non sol di lignaggio, e Santo, poi, Alfonso Maria de' Liguori,

Non sol ripose Toga d'avvocato, ma pur veste purpurea, Egli così puro:

Così a giocare, e cantar, coi bambini, la storia de 'o bammeniello Giesù,

Nei Giorni di San Giovanni d'Inverno rinato, quando tutto deperisce

E, a timorosi occhi mondani, muore, e da Humil Pagus col Dio-Un germoglia.


Al Forte Sangallo (18 dicembre 2022 - 8 gennaio 2023) nella  Mostra Collettiva sul tema del <NATALE, O SOLSTIZIO D'INVERNO, indetta da Città Insieme e con patrocinio del Comune di Nettuno, e con vari eventi, fra cui quello di Fiore Leveque, il giorno 4 gennaio 2022, ore 16.00, che rappresenterà musicalmente un concertino di Canti presepiali della tradizione napoletana. 







lunedì 29 agosto 2022

SPHINX MYSTERION

 

Sphinx Mysterion

 


È la Morte, 

Qual Mistero,

Che m'uccide,

Mentre vivo. 

 

Ogni giorno

M'accompagna;

Non capisco

Cosa vuole.

 

Con chi posso

Io parlare

De la Morte,

Per saperla?

 

C'è Qualcun

Che conosca

Chi sia Morte?

O che sia?

 

Se il Gran Regno

Dei più è il suo,

Conta Morte

Più di Vita. 

 

Quindi, in vita,

Noi contiamo

Molto meno 

De la Morte.

 

E in attesa

D'essa stiamo

Non a viver,

Ma a morire. 

 

Gran Mistero

Non è più

Quella Vita,

Ma 'sta Morte.

 

Son in cerca

D'un esperto

Su la Morte…

Per sapere.

 

Di Qualcun

Con il Qual

Seriamente 

Dialogar.

 

Fuor uscire

Da ogni spazio,

Da ogni tempo,

In altr'Ove.

 

E incontrarla:

Noi Oedypi,

Ella Morte,

Sfinge in Rupe. 

 

 

 






lunedì 18 luglio 2022

CARI BAMBINI (l'urlo della Innocenza)

 

CARI BAMBINI  

L'Idiota Dostoewskij me ispirò


 Questi è Libero, il mio nipotino

Cari bambini, caro adolescenti,

non credete agli adulti, né parenti

né soprattutto a scuola ed insegnanti

ingannati già da menti stagnanti

da un bel pezzo di tal Tempora mala,

rovinati da passion che ammala

per il Sesso, i Soldi, e il bieco Potere

che vi lascia senza un vero Sapere.

 

Che adulto non dia sempre buon esempio

anche voi ve ne accorgete: ch'è un empio

rispetto a religioni, ed un blasfemo

rispetto a un codex etico, già in sé estremo,

rispetto a umane leggi così furbe

da provocar nell'onesto le turbe.

Gli adulti sanno solo adulterare,

e a scuola, e in ogni dove, blaterare.

 

Restate bimbi, ma non infantili,

qual questi adulti, noi, sciocchi e puerili:

a che pro crescere imitando i furbi?

Sol con intelligenza, tu disturbi

Chi ci ha le mani in pasta d'ogni cosa,

e con Regina Poesia non si sposa.

Scettro, ecco, a voi di "non utili Idioti",

Maestri a non, (far) divenir più "utili Idioti".

 

Filejah Krisokiri

Fiore Leveque

domenica 22 maggio 2022

IL FILO D'ERBA - DI FIORILLO ROSSELLA E FIORE LEVEQUE

 IL FILO D'ERBA



Il filo d'erba: poesia di un intimismo profondo,

che ho visto essere composta di getto, ispirata,

come ogni altro scritto di tale collega d'arte, 

ed anche amica, attivamente presente nel gruppo

dei Poeti in Panchina, romitanti per ogni angolo

di Nettuno, e di Anzio, eleggendo ogni luogo

con panchina, a palcoscenico, attraverso cui

qualsiasi cittadino poteva passare ed esprimersi.


NINNA NANNA A MAMMA - Fiore LEVEQUE canta di Aldo VOLPINI i versi

 NINNA NANNA A MAMMA 

CIAO, MAMMA!!! 


 Il giorno 7 marzo 2022 è morta mia madre Teresa.

Solo oggi, sfogliando tra i miei scritti e musiche, 

ho ritrovato questo meraviglioso testo di Aldo Volpini,

dedicato alla sua mamma, che così tanto mi prese,

mi commosse, ed ispirò,  sei o sette lustri or sono.

Così, d'emblée, tosto, sentii di rivestire la sua poesia 

fatta di parole accorate, di queste mie note accorate,  

sentendole mie, e senza dubbio sentendole proprie

chiunque abbia ancora la madre e non troppo apprezza,

chiunque tal madre più non possiede, e trova rimorso

per non averla tenuta in grande e giusta considerazione.

Uno scritto quindi che sebbene scritto in dialetto romanesco

si eleva a ben rappresentare l'immagine della madre 

come concetto universale, che non risparmia nessuno

su questo mondo, che sia in grado di generare,

in questa natura ove ogni che possiam chiamare animalia.